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venerdì 13 gennaio 2017

Acqua per la preparazione del latte artificiale


Non c’è alcuna differenza apprezzabile (a parte il costo) fra il latte artificiale ottenuto diluendo la polvere in un’acqua “speciale per neonati” e quello che si ottiene diluendo la stessa polvere nell’acqua del rubinetto. Vediamo perché.

Vacanze di Natale: bello viaggiare! Magari al Nord, dove il Natale è ricco di atmosfera. Bravi i genitori di Alice (1 mese), che si sono avventurati fino ad Amsterdam: sono stati benissimo, non era neppure così freddo, e poi hanno fatto un’esperienza istruttiva. Alice è allattata con il latte in polvere, che loro sono abituati a diluire con un’acqua “speciale”, di quelle che si trovano solo in farmacia. Perciò, avendo finito ad Amsterdam  la scorta di acqua che, scrupolosi e prudenti come solo i genitori italiani sanno essere, avevano portato con sé da casa, gli è sembrato naturale recarsi in farmacia per fare rifornimento. La città è piena di farmacie, il papà di Alice parla un ottimo inglese e in Olanda l’inglese lo capiscono tutti: facilissimo fare provviste. Ma non si aspettavano una conversazione più o meno così.
– “Avete acqua per neonati?”
– “Acqua? Quale acqua?”
– “L’acqua speciale per Alice, ha solo un mese ed è allattata al biberon; in Italia usiamo di solito l’acqua…”
– “Perché non ci sono rubinetti in Italia? E neppure nel vostro albergo?”
– “Sì, ma noi siamo abituati all’acqua minerale…”
– “Be, se le cose stanno così… il negozio di alimentari è dall’altra parte della strada!”
Alimentari? I genitori di Alice si precipitano: l’acqua minerale c’è, non così tanta come da noi, ed è piuttosto cara (quasi come quella della farmacia), ma quale sarà quella per i neonati? Le etichette, anche sforzandosi di tradurle col vocabolario, non dicono proprio niente.
Ma come faranno da quelle parti, si chiedono i genitori di Alice; non saranno allattati tutti con il latte di mamma! Forse in albergo sanno qualcosa. E così l’indomani mattina a colazione, incoraggiati dalla presenza di un paio di altre famiglie in sala da pranzo, il papà di Alice chiede informazioni alla cameriera. Di nuovo nessuno li capisce; intervengono gli altri genitori che fanno colazione (inglesi e tedeschi): nessuno ha mai sentito parlare di acqua per neonati. Ma dove vive questa gente! E poi che c’è da ridere? Insomma dai e dai si viene a scoprire che quest’acqua speciale per lattanti si vende… solo in Italia.

La pubblicità dell’acqua minerale

Come mai? Il fatto è che da noi c’è una forte pressione pubblicitaria che si esercita sulle famiglie, ma anche sui pediatri; a volte questa pubblicità si maschera da conoscenze scientifiche. Un esempio per tutti? La rivista ufficiale di un sindacato di pediatri italiani, in uno degli ultimi numeri, pubblica un articolo dal titolo Quale acqua per il bambino?, articolo apparentemente scientifico, a giudicare dal fatto che è firmato da ben undici autori, tutti provenienti dall’Università. Nel testo si prendono in esame cinquanta marche di acqua minerale commercializzate in Italia, per concludere che solo quelle appartenenti al gruppo delle “acque minimamente mineralizzate” sono idonee alla diluizione del latte in polvere. Le più note fra queste acque minimamente mineralizzate si vendono in farmacia e costano intorno ad 1 euro al litro. Perché solo quelle e non altre? E soprattutto perché non l’acqua dell’acquedotto?
Le ragioni di questa scelta sono riassunte in una tabella che spiega che, per essere idonea alla diluizione del latte artificiale, l’acqua deve avere determinate caratteristiche: un residuo fisso basso (meno di 500 mg per litro) e basse concentrazione di minerali: Nitrati meno di meno di 10 mg per litro, Calcio meno di 100 mg per litro, Sodio meno di 10 mg per litro, Cloro meno di 25 mg per litro, Fluoro meno di 1,5 mg litro; inoltre non deve contenere Nitriti né Ammoniaca. Perché tutte queste limitazioni? Troppi minerali altererebbero la composizione del latte, i Nitriti sono indice di inquinamento della falda acquifera. Prendendo per buoni questi parametri, calcolatrice alla mano, mi sono messo a fare un po’ di conti. I sali minerali non sono solo nell’acqua, ma anche nella polvere di latte, e in concentrazione naturalmente molto più elevata. Immaginando di diluire il latte artificiale adoperato da Alice con l’acqua “speciale” comprata in farmacia o, in alternativa, con l’acqua del rubinetto di Milano, Roma e Bari ecco la composizione del liquido che mettiamo nel biberon.
Acqua “speciale”Acquedotto di MilanoAcquedotto di RomaAcquedotto di Bari
Calcio 56,7 mg 64,2 mg66,5 mg62,9 mg
Sodio 27,0 mg28,2 mg27,5 mg28,7 mg
Cloro 58,1 mg58,1 mg58,6 mg61,3 mg
Fluoro0,5 mg0,5 mg0,5 mg0,5 mg
Nitritiassentiassentiassentiassenti
Nitratiassentiassentiassentiassenti
Ammoniaca assente2,0 mg0,38 mg0,43 mg
Come si vede bene la concentrazione dei minerali cambia pochissimo, solo il Calcio è presente in misura maggiore nell’acqua di rubinetto, ma questo aumento, responsabile della maggiore durezza delle acque di rubinetto (tutte però con un residuo fisso inferiore ai 500 mg per litro), non provoca alcuna conseguenza: il calcio in eccesso viene semplicemente eliminato con l’urina.
Ecco spiegato così il mistero: non c’è alcuna differenza apprezzabile fra il latte artificiale ottenuto diluendo la polvere in un’acqua speciale per neonati e quello che si ottiene diluendo la stessa polvere nell’acqua della cannella. A pensarci bene una differenza c’è: il costo. Se un lattante ha bisogno mediamente di un litro di acqua al giorno,  la spesa approssimativa che la su famiglia affronterà per utilizzare l’acqua speciale durante il periodo dell’allattamento (6 mesi) sarà di circa 180 euro; da raddoppiare se si decide di comprare l’acqua in farmacia fino al compimento di un anno. A fronte di una spesa di più o meno 0 euro di un neonato olandese.

lunedì 9 gennaio 2017

Acqua per bambini: i neonati quando devono iniziare a bere l’acqua

Se consideriamo che circa il 60% del peso corporeo dovrebbe essere costituito da acqua,  è facilmente intuibile quanto sia importante bere per mantenere un corretto stato di salute.
Infatti fin da subito, cioè da quando è ancora nel pancione materno, il corpo umano necessita costantemente di sostanze utili alla sua crescita, al suo sviluppo e al suo consolidamento. Molte delle sostanze essenziali alla vita sono contenute nell’acqua, che va consumata ogni giorno a seconda delle proprie esigenze e in relazione alla propria età.
L’acqua quindi è un nutrimento fondamentale per l’esistenza di grandi e piccini, infatti è noto che una persona adulta, necessiti di circa 2 litri di acqua come dose giornaliera. Ma quando si tratta di bambini ecco che sorgono mille dubbi soprattutto nei genitori alle prime armi.
L’acqua è indispensabile per tutte le reazioni chimiche delle cellule, che avvengono in sua presenza, ma anche per il suo ruolo depurativo. In realtà però, nel primo semestre di vita, quando il piccolo viene allattato al seno, non c’è alcuna necessità di offrirgli altri liquidi, il latte materno è infatti sufficiente a garantirgli l’apporto di tutti i liquidi che gli servono. Il latte materno infatti, contiene mediamente l’87% di acqua e mantiene questa quantità anche in situazioni estreme. Sia d’estate che d’inverno, se si pratica l’allattamento al seno, il neonato può esprimere e soddisfare la sete, bevendo solo quelle sorsate di latte iniziale che è particolarmente ricco di acqua. Al contrario, se il neonato è alimentato artificialmente, è opportuno somministrare piccole quantità di acqua. Il latte artificiale, per quanto vicino per proprietà nutrizionali a quello materno, richiede un impegno renale superiore, senza considerare altri fattori che potrebbero intervenire quali temperature estive molto alte o febbre. A questo punto un modesto quantitativo di acqua oligominerale, ideale per il suo contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro, può essere somministrata con un cucchiaino o con un biberon, in ogni caso secondo il desiderio del neonato.
Con  l’inizio dello svezzamento, che vedrà cosi l’introduzione dei primi cibi solidi, la necessità di bere acqua diventerà sempre più reale, sia che si allatti al seno, che lo si alimenti con latte artificiale. In questo caso l’acqua sarà offerta in piccoli contenitori o sempre con il biberon, e sarà sempre il piccolo a deciderne la quantità.
Approssimativamente il bisogno di acqua è di circa 130 millilitri per ogni chilo di peso corporeo, con variazioni a seconda della temperatura ambientale e dell’attività del bambino.
Al compimento di un anno di vita, essendosi ormai ridotte se non completamente annullate le dosi di latte, le richieste di acqua andranno via via aumentando, fino ad 1 lt al giorno, per poi dai 3 anni in su avvicinarsi alle necessità di un adulto.
Infine, i succhi  100 %  frutta senza zuccheri o le spremute di agrumi e di frutta in genere sono un buon modo per integrare liquidi e contemporaneamente dare la frutta ai bambini, che non sempre la mangiano volentieri.
Inoltre sia bambini che adolescenti, devono assolutamente evitare di bere bevande alcoliche, poiché la loro non ancora completa maturazione li rende incapaci di metabolizzare l’alcol, i cui effetti sul corretto sviluppo sono ben noti. Anche bevande come caffè e tè andrebbero evitate per il loro potere eccitante, dovuto alla caffeina. In alternativa per poter macchiare il latte a colazione, molto più indicato per i bambini sarebbe il caffè d’orzo.